Israele disseterà l’Africa?

CSE 2019.02.27 Watergen 001Da anni seguiamo con attenzione e passione le innovazioni tecnologiche in grado, se non di risolvere, almeno di alleggerire la drammatica realtà delle popolazioni, in particolare africane, che non hanno accesso all’acqua.
Ne abbiamo scritto in diverse circostanze poiché la situazione, già insostenibile, si farà drammatica nel 2025, quando ben due terzi della popolazione mondiale affronterà il problema della carenza delle risorse idriche.
La società Water-Gen, di Rishon le Zion in Israele, il cui maggiore esponente è Michael Mirilashvili, vice-presidente del WJC, il congresso nazionale ebraico, lavora da tempo ad un macchinario in grado di estrarre l’acqua dall’aria per risolvere concretamente il problema della siccità mondiale.
In pochi anni l’azienda ha ottenuto fiducia da governi, amministrazioni locali, istituzioni, aziende, organizzazioni militari, piattaforme petrolifere, villaggi remoti e soccorritori di emergenza in Asia (India, Vietnam e Medio Oriente), America Latina (Messico e Brasile), Africa (Sierra Leone e Sud Africa) oltre che negli Stati Uniti, tra l’altro fornendo acqua potabile pulita e sicura anche in occasione di calamità naturali quali gli uragani Harvey, Irma, Michael e gli incendi in California.
Water-Gen ha sviluppato e brevettato la tecnologia GENius, che utilizza l’umidità normalmente presente nell’aria per creare acqua potabile pulita e fresca in modo energeticamente efficiente e contribuendo a ridurre sensibilmente la diffusione della plastica, eliminando la necessità delle bottiglie. Poiché la produzione e la distribuzione avvengono in situ non vi è neppure la necessità di realizzare condotte di distribuzione.
Per garantire l’alta qualità dell’acqua generata mantenendone freschezza e purezza indipendentemente dalla qualità dell’aria, un sistema di filtrazione multi-barriera integrato rimuove microparticelle e tracce organiche, aggiungendo minerali essenziali.
Ogni generatore di grandi dimensioni costituisce un’unità modulare, integrabile con altre a seconda dei fabbisogni. Il sistema plug-and-drink necessita solamente di energia elettrica e, qualora questa non sia disponibile, è integrato da apposite risorse tecnologiche a basso impatto.CSE 2019.02.27 Watergen 002.jpgI generatori sono sostanzialmente di tre tipi, tutti portatili: uno in grado di produrre 5mila litri giornalieri, uno da 900 ed uno da 27.
Il sito dell’azienda è watergen.com e, per chi volesse approfondire, questo è l’elenco degli articoli più significativi da noi scritti negli ultimi anni sull’argomento:
2013.07.27 – Scommettiamo che … e se fosse l’Acqua il prossimo eldorado della finanza creativa?
2014.04.07 – Acqua nascosta, il vero spreco è lì
2014.10.06 – Marta e l’acqua scomparsa
2014.12.06 – L’Africa morirà. Questo come la fa sentire? Non colpevole
2015.03.13 – Acqua, fonte non inesauribile
2016.12.06 – Avevo sete e me l’avete data a bere: acque morte
2017.02.27 – Gli asset del futuro? Acqua e cibo
2018.01.27 – Alpinum: un foro. Nell’acqua

Alberto Cazzoli Steiner

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